Ansia e altre emozioni…

Marzo 2020.

E’ un periodo complicato, denso di emozioni contrastanti e di situazioni mai vissute sinora.

Ansia, paura, smarrimento, senso di impotenza, si alternano di fronte agli scenari di mancanza di libertà e ignoto.

Nell’attesa di una risoluzione, possiamo fare qualcosa per migliorare il nostro approccio alla situazione?

Certo! Dialogare con il nostro lato interiore, sfruttando il tanto tempo a disposizione, il silenzio e la curiosità di conoscerci a fondo.

Possansia-PsicologiOnline20190303165421iamo esplorare le nostre emozioni forti, come ansia e paura, per non che diventino una ulteriore fonte di stress. Ed aiutare chi ci sta vicino a farlo, se non ne è in grado nell’immediato.

Quando parliamo di stress (o di disturbi d’ansia) è giusto premettere che non esistono vie d’uscita immediate, il nostro cervello non funziona come dovrebbe, ogni suo componente è invaso da norepinefrina e cortisolo, due ormoni che annebbiano i pensieri e che ci fanno rimanere intrappolati sempre nelle stesse reazioni: evitare e fuggire.

Si percepiscono solo due cose: forti timori e la sensazione di essere minacciati da qualcosa. 

Ecco 3 passi per un piccolo ‘pronto intervento’…

ansia

1. Prendiamo consapevolezza di ciò che accade ‘dentro’

L’umore cambia, la motivazione svanisce, i messaggi e obiettivi diventano improvvisamente molto negativi. A ciò si aggiunge un’eccessiva sensibilità: stato di allarme al minimo cambiamento, non mancano i malintesi, la capacità di concentrazione si abbassa, emergono distacco, distrazione, perdita di autostima e forti sbalzi umorali. Lo abbiamo notato, ora annotiamo tutti questi segnali su un quaderno, senza giudicarci.

 

2. Impariamo a chiedere aiuto alle persone ‘giuste’

Scegliamo con cura dalla nostra rete di relazioni chi è dotato di empatia, pazienza e intelligenza (emotiva). Non ci servono rassicurazioni mediocri (dai, andrà tutto a posto) e nemmeno giudizi non richiesti (non lamentarti, c’è chi sta peggio!) che minano la valutazione delle nostre importanti emozioni.

Andiamo in un porto sicuro, da chi è capace di dimostrare reale presenza con sostegno effettivo e aiuto fattivo. Una telefonata, un messaggio rassicurante e caldo, un gesto concreto. Se non ci siamo mai costruiti una rete di salvataggio è bene iniziare a pensarci, anche per il futuro. E per renderci utili a nostra volta!

 

3. Usiamo pazienza, non mettiamoci pressione e non aspettiamoci risultati immediati

Non rifugiamoci in pratiche di yoga mai svolte prima o libri di mindfulness, se non sappiamo leggere a fondo noi stessi. Usiamo pazienza e ascolto interiore di tipo più semplice.

Quindi poniamoci dei piccoli obiettivi giornalieri di miglioramento (ad esempio concentrare i pensieri negativi in due porzioni giornaliere di massimo 20 minuti e poi riprendere le attività)

Cerchiamo sempre l’aiuto di un professionista, qualora le sensazioni negative non si risolvessero per un tempo prolungato. E consigliamolo a chi vediamo in difficoltà!

Non c’è nulla di cui vergognarsi, anzi è il momento per attivare ed esplorare risorse che non sappiamo di avere.

 

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