Space Clearing top list: iniziamo alla grande il 2015

eliinaProtagonista indiscusso di questo autunno: lo Space Clearing. Ci siamo divertiti a fare ”piazza pulita”, scoprendo quanta leggerezza e novità possono entrare. Vi ho raccontato che per me è una vera pratica energetica per ritrovare equilibrio e creatività… ed è stato molto bello ascoltare le svariate declinazioni dell’operazione di Decluttering messe in atto da chi lo ha conosciuto. Ho raccolto le più curiose e significative per trovare spunti e la giusta spinta per proseguire e ripartire nel nuovo anno liberi dalle zavorre.

Space Clearing top list:

-Ho lasciato andare... quelle persone che mi facevano perdere tempo, arrivando tardi agli appuntamenti, quasi per ‘vizio’. Merito meglio delle loro cattive abitudini. Oppure passavano la maggior parte del tempo al telefono mentre eravamo a colazione o a bere un aperitivo. Interruzioni continue, distrazioni. E poca attenzione agli argomenti. Merito qualche amica migliore, cui non devo elemosinare ‘attenzione’ e partecipazione. La qualità delle relazioni è importante.

-Ho lasciato andare... tutte le mie pessime ricette con il cibo spazzatura e la scusa del poco tempo. I chili si erano ancorati insieme al mio stile di vita poco salutare. Basta mangiare in auto, davanti al PC, sul tram. Tolte le brutte abitudini, è entrato (come per magia!) il tempo per frequentare il corso di pilates e fare pesi. Tutta questione di cose che si vuole davvero fare. La qualità del rapporto con se stessi e il corpo è importante, volersi bene, prima di ogni cosa.

-Ho lasciato andare... Filippo che era lo scroccone del gruppo. Non guida, non ha mai l’euro per il parcheggio, ma ha sempre tempo per accodarsi a una cena organizzata o imbucarsi nella casa al mare di qualcuno. Non si può contare su di lui per niente, non sai mai dov’è e cosa fa, ma è capace di farti perdere un sacco di pazienza. Stop, ho imparato a dire NO. La qualità della nostra determinazione e i confini sono importanti.

-Ho lasciato andare... le scarpe che non mettevo da anni (tipo 5), ma che ”un giorno potevano essere ancora utili o di moda”. Mi spiaceva gettarle perché alcune erano molto ben tenute, a pensarci bene, però acquistate nei saldi per foga e senza gusto. Non sono più il mio stile, non mi servono tante scarpe, ma bei percorsi da fare… Il viaggio è più importante del mezzo che si sceglie.

-Ho lasciato andare… il corso di cucina che ho iniziato solo perché volevo sembrare ‘una brava mamma’ come le altre delle compagne di asilo di mia figlia (che cucinano tipo Masterchef, a sentire gli amici). Sono una brava mamma anche senza il peso della mia auto-critica. E in quelle ore serali mi faccio un bagno relax o leggo una storia per Alice. Alla peggio per Natale mi faccio regalare un Bimby (ahahaha). Il rispetto dei propri gusti e una giusta visione di sé sono importanti.

-Ho lasciato andare… diverse proposte di collaborazione che non mi sentivo ”addosso”. Le avevo tenute per paura di sballare il bilancio del mese, ma poi ho capito che mi rubavano troppe energie e io con le persone arriviste non ci so lavorare. Sono ambiziosa, ma sono fedele al mio stile e alla mia etica. Se mi costringo a stare accanto alle persone sbagliate, mi faccio del male gratuito e mi scattano critiche continue. Meglio chiudere le porte… La coerenza è importante.

-Ho lasciato andare... l’idea che parcheggiare in doppia fila sia un reato. E’ una piccola infrazione, ma se devo saltare giù un minuto per andare in lavanderia, dai, me lo posso permettere. Addio alle idee che mi hanno inculcato sul ‘comportarsi troppo bene’. Sono un’ottima persona anche se mi concedo qualche abitudine o comportamento diverso da quello delle mie sorelle e di mio padre! Stabilire un modello proprio senza sensi di colpa, è importante.

-Ho lasciato andare... tutto il disordine che c’era in garage. Gli slittini rotti, la pala per la neve (doppia, una pure inutilizzabile), gli utensili che nemmeno so a cosa servono ed erano del tizio che abitava prima lì, i quadri che non sono mai stati appesi, le fioriere vuote. O ci pianto qualcosa o le regalo. Adesso ho fatto spazio per la bicicletta, la differenziata e mi sta anche l’auto senza fare la contorsionista mentre scendo dalla portiera. Perché complicarsi la vita? La leggerezza e la semplicità funzionale, sia pratica che emotiva, sono importanti.

-Ho lasciato andare… tutte le cianfrusaglie della casa in montagna, che portavo lì perché così non le vedevo in casa dove sto di solito. Ok, ho solo ”spostato” il casino e rimandato il momento di prendere gli scatoloni e farci un bel regalo a chi ne ha bisogno giù alle Opere di Bene. Basta rimandare. Basta. Basta. La chiarezza e la velocità di azione è importante.

Insomma, ci sono storie di grandi pulizie, rinascite, riorganizzazioni. Non è semplice iniziare, spesso si ha paura della chiarezza che può emergere. Ma se davvero cerchiamo risposte … è ora di aprire armadi e cassetti!

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